Che ne diresti se fossi anche tu così, con dei pensieri scomodi?

Certo è strano il modo in cui tutto cambia nell’arco di giorni, mesi. Il tempo scorre velocissimo e noi non siamo mai gli stessi di ieri. Ce ne accorgiamo alla fine, quando tutto diventa più nitido e il distacco evidente e ti capita di guardare indietro con un filo di malinconia e pensare che forse non eri abbastanza, che non sei stata in grado di essere quel particolare che incanta. Quel particolare che fa la differenza. Comunque un grazie te lo devo, anche per avermi - indirettamente e non - insegnato a mantenere la calma quando avrei voluto solo esplodere. E un grazie, in particolare, per avermi ascoltata ogni volta che sentivo il bisogno di parlare, anche se - spesso e volentieri - diventavo logorroica, rompi palle e paranoica. Sono anche questo. Volevo che lo sapessi, perché ormai non parliamo più, ed io ho l’abitudine di dirti tutto ciò che penso, che se me lo tengo dentro poi mi allago. « rosie.

Non ero irraggiungibile. Non ero difficile. Non ero inconquistabile. Ero ferita, ed ero una di quelle persone che sola ci stava bene. Che forse era anche peggio« deborah simeone.

Io proprio non ci riesco. Non ci riesco a concludere le cose, lascio sempre tutto in sospeso, lascio sempre che tutto finisca con tre puntini di sospensione. Così almeno se tu te ne vai farà meno male. Perché magari torni « una rondine d’inverno on tumblr.

A volte mi sembra che qualcosa manchi dentro di me, che ci sia un filo invertito, un pezzo difettosoUn errore di fabbricazione, non qualcosa in più, come si potrebbe credere, ma qualcosa in meno« Delphine De Vigan.

Aveva la strana abitudine di credere di poter fare tutto sola. Salvare il mondo, salvare gli altri, salvare se stessa, e non si rendeva conto di avere un disperato bisogno d’aiuto. Era orgogliosa. Aveva sempre creduto di poter fare tutto da sola. E perciò respingeva le persone, diventava acida, non riusciva a vedere qualcuno che la potesse salvare. Iniziò a fidarsi solamente di se stessa. E poi finì per diffidare persino di sé. Era sola. Completamente sola, in balia di ciò che era diventata. « unknown.

Il guaio è che una persona non diventa giusta perché tu lo desideri. « massimo gramellini.

Il gioco dell’immaginazione non funziona più, Salvatore. Ho bisogno di toccare, vedere, sentire, stringere forte.

Dimmi, ti prego, che pensi ai tuoi capelli, che hai un libro sul comodino, che se lo smalto se ne va tu provvedi a rimetterlo. Dimmi che non ti sei dimenticata dei tuoi amici, che pensi ancora a quel sogno di cui lui non ha mai fatto parte. Dimmi che, se ti ritrovi da sola un sabato qualsiasi, non vorresti morire, che se tua madre prova ad abbracciarti, tu non la mandi via come se fosse solo colpa sua. Dimmi che, quando vai in giro per le tue strade, riesci ancora a vedere i fiori senza pensare che appassiranno. Non è quello il loro lato migliore, non è a quello che devi pensare. Dimmi che non sei veramente convinta che dire ‘ti amo’ voglia dire esser tristi, che riesci a guardare chi si dà ancora la mano senza odiare, non hanno fatto niente quei due, non hai fatto niente tu. Lo sai vero? Non hai fatto niente di male. Dimmi, ti prego, che hai ancora voglia di guardare un film sul divano, che il tuo gelato preferito ti fa venir voglia di ridere un po’, che non credi che amare sia (è) sbagliato. Dimmi che lui non ti ha cambiata, dimmi che sei consapevole di esistere a prescindere da voi. Dimmi, ti prego, che non devo dirtelo io. Dimmi che lo sai da sola, che vali qualcosa anche se lui non c’è. — cit.

Tu che cercavi parole per farmi capire che eri ‘pulito’, ma per finire poi sei riuscito a perderle come cento lire e adesso credimi, no ne voglio più sentire, voglio guarire, guardando l’altra faccia di te che ho scoperto, pensandoti solo come una cosa che ho perso« articolo 31.

Dimmi che siamo solo un disco rotto. Che hai perso il mio numero, che è stata una giornata lunga. « unknown.

Io lo so che tu sei paranoica, che hai le tue lune storte, che vuoi startene per conto tuo e che ami più i libri che le persone. So che di notte aspetti un mio messaggio e io sono talmente stronzo da non mandartelo, mi piace sapere che aspetti un mio gesto, è egoista ma mi piace. Lo so che quando le tue amiche mi nominano tu rispondi semplicemente “ ma sì, è da lui, è un deficiente ” ma intanto ti tormenti le mani e ripensi alle cazzate che abbiamo fatto insieme. Lo so che quando sei in giro speri di incontrarmi e che quando torni a casa mi pensi finché non ti addormenti. Quando nominano qualcosa che ti ricorda me sbuffi dicendo “ è una persecuzione ” poi però sai che ti dico, io so anche che mi sogni di notte, che ti piace che la gente mi nomini, che ti incazzi quando mi offendono, anche se sei tu la prima a farlo. Ti dico anche che nelle notti di pioggia vorrei fare l’amore con te davanti a un camino, non me ne frega se hai paranoie sul tuo corpo, perché per me sei bellissima, sei talmente perfetta che fai male, poi ti addormenterai accoccolata a me e io sentirò il tuo cuore che batte con il mio, come se fossero una cosa sola. Potrei giurare che anche tu vuoi tutto questo, ma non capisco perché non arrivi, sono stanca di aspettare, per questo ti ho scritto, adesso fai tu, fai come ti pare« unknown « immaginando che tu possa pensare davvero tutto questo « sono un idiota « viva l’immaginazione.

Si erano creati a vicenda un inferno, pur volendosi bene. Il fatto che si volevano bene era la dimostrazione che l’errore non era in loro stessi, nel loro comportamento o nel loro sentimento labile, bensì nella loro incompatibilità, poiché lui era forte e lei debole. « milan kundera.